I Ciccon'dela su Musica jazz
consigliato da Musica Jazz n. 57

Non capita spesso, nel panorama musicale italiano, di ascoltare un esordio discografico così maturo, singolare, promettente. E infatti si tratta di un’opera seconda: il quintetto abruzzese aveva già autoprodotto nel 2001 il Cd 'Ciccondela uno'; nei successivi tre anni l’impegno a forgiare un nuovo lavoro ha fatto emergere un progetto a lungo meditato, minuziosamente strutturato in fase di scrittura e concertazione. L’idea vincente èstata quella di guardare alla linea melodica e acustica (La bicicletta)  a tratti boppeggiante (A Night In Paris), solo a sprazzi world o etno (Wainthee) del filo­ne jazzrock, innestandovi una cantabilità quasi mediterranea e un solido impianto di voci solistiche.
Il riferimento maggiore è il primo Weather Report (The Dragger, Selenium), con echi della successiva fusion di A Steps Ahead (Smila Is Sailing) o alla Metheny (RisvegliPart 1), senza trascurare la precedente lezione soulbop di Cannonball Adderley (quasi chiamato in causa nell’omaggio uve On). Benchè nessuno svolga una funzione leaderistica, è indubbio che siano i due sax a mettersi in evidenza: non mancano, anche per loro, influenze dirette (Brecker e Shorter, soprattutto); il solismo è però ricondotto entro un comune denominatore, in cui prevalgono la visione d’insieme e l’identità di un collettivo autenticamente origi­nale, proprio nel recupero delle sonorità anni Settanta. (G.M.)